La depilazione durante le terapie oncologiche

LA DEPILAZIONE

DURANTE LE TERAPIE ONCOLOGICHE

La depilazione è parte integrante del rituale di bellezza di molte donne e di un numero crescente di uomini. L’adeguata preparazione dell’estetista è indiscutibilmente essenziale, a maggior ragione in presenza di clienti sottoposti a cure oncologiche, laddove è di fondamentale importanza non commettere errori e saper consigliare il trattamento più sicuro per evitare traumi e infezioni

Trattare una persona in cura per una patologia oncologica è una grossa responsabilità, pertanto cercheremo di affrontare l’argomento analizzando le diverse tecniche depilatorie e i diversi momenti terapeutici quali la chirurgia, la chemioterapia, la terapia biologica, la terapia ormonale e la radioterapia, evidenziando i possibili effetti collaterali che potrebbero interferire con il trattamento estetico stesso.

Chirugia

Prima di un qualsiasi intervento chirurgico è bene che la cliente consulti il proprio chirurgo circa le modalità di depilazione da preferire. In alcuni casi, infatti, l’equipe medica preferisce depilare personalmente l’area interessata dall’intervento, di solito con l’ausilio di un rasoio manuale o un rasoio elettrico, immediatamente prima dell’intervento chirurgico stesso, onde evitare l’insorgere di possibili infezioni. Sottolineiamo comunque le nuove linee guida internazionali che suggeriscono la depilazione preoperatoria almeno 24 ore prima dell’intervento chirurgico.

Depilazione con cera:

è importante chiedere quanto tempo prima sia utile eseguire il trattamento in quanto possibili reazioni impreviste quali bruciature, irritazioni o infezioni potrebbero causare un eventuale rinvio dell’intervento stabilito.

Epilazione con la pinzetta:

se l’area da trattare è particolarmente circoscritta, la pinzetta è relativamente sicura, a patto che sia correttamente sterilizzata e il trattamento sia eseguito con la massima attenzione, avendo cura di estrarre solo il pelo senza pizzicare inavvertitamente la cute circostante.

Depilazione con rasoio:

deve essere eseguita con cautela, si consiglia infatti di non utilizzare mai il rasoio a secco ma di inumidire la cute con il detergente adeguato. Sono indicati prodotti per pelli sensibili sotto forma di schiume o mousse per facilitare lo scorrimento della lama sulla pelle al fine di non causare lesioni accidentali, potenziali veicolo di infezioni. E’ fondamentale inoltre avere cura del rasoio, pulirlo con attenzione o per una maggiore sicurezza preferire un rasoio monouso, onde evitare il manifestarsi di follicoliti. Se presenti peli incarniti si consiglia di eseguire un peeling al corpo nelle 24 ore che precedono la depilazione.

Depilazione con crema:

potrebbe essere una valida alternativa, da evitare solo nel caso in cui il prodotto non sia mai stato utilizzato prima. Potrebbe insorgere un’irritazione inaspettata della cute.

Chemioterapia

I farmaci antitumorali costituiscono un approccio sistemico al trattamento dei tumori maligni e colpiscono le cellule in replicazione in tutto il corpo. La chemioterapia può alterare in modo significativo le funzioni di protezione della pelle, pertanto è importante non sottovalutare i possibili effetti collaterali della stessa al fine di eseguire i trattamenti estetici correttamente. Inoltre spesso alla terapia farmacologica viene associata l’assunzione di steroidei che comportano cute assottigliata e fragile; a fronte di questo scenario la pelle andrebbe protetta più che traumatizzata inutilmente. La perdita dei capelli è l’effetto collaterale più temuto della chemioterapia dalle pazienti, è importante sapere però che non tutti i farmaci chemioterapici causano la perdita di peli e/o capelli; alcuni possono causare solo un diradamento o una caduta parziale degli stessi. Le persone sottoposte a chemioterapia spesso presentano un sistema immunitario indebolito “Neutropenia” (basso numero di globuli bianchi nel sangue), pertanto non sono i candidati ideali al trattamento di depilazione in generale.

Epilazione con cera:

potrebbe essere traumatica, favorire escoriazioni e irritazioni ed essere particolarmente dolorosa. La cute delle persone in terapia è disidratata e fragile, se non correttamente trattata può essere facilmente lesa. Inoltre la cliente potrebbe manifestare una reazione avversa dovuta ad un’intolleranza causata dalle sostanze chimiche presenti nella cera stessa. Se poi la temperatura della cera fosse troppo calda, si potrebbe causare anche un’ustione e l’azione dello strappo potrebbe generare ecchimosi. La persona in cura, infatti, spesso presenta “Trombocitopenia” (basso numero di piastrine nel sangue) e riduzione della capacità coagulativa.

Epilazione con la pinzetta:

il metodo è relativamente sicuro in quanto non vengono utilizzate sostanze chimiche. La rimozione dei peli con la pinzetta può richiedere molto tempo, ciò dipende dall’area trattata, in alcuni casi, in presenza di prurito, bruciore e/o disidratazione potrebbe essere considerato un trattamento sicuro. E’ fondamentale, in questo caso, porre la massima attenzione all’igiene della pinzetta stessa che dovrà essere sterilizzata e alla corretta modalità dello strappo che dovrà interessare il singolo pelo e mai la cute circostante.

Depilazione con rasoio:

è sempre preferibile l’utilizzo di un rasoio elettrico, nel caso non fosse possibile, il trattamento deve essere eseguito con cautela, si consiglia infatti di non utilizzare mai il rasoio a secco ma di inumidire la cute con il detergente adeguato. Sono indicati prodotti per pelli sensibili sotto forma di schiume o mousse per facilitare lo scorrimento della lama sulla pelle al fine di non causare lesioni accidentali, potenziali veicolo di infezioni. E’ fondamentale inoltre avere cura del rasoio, pulirlo con attenzione o per una maggiore sicurezza preferire un rasoio monouso, onde evitare il manifestarsi di follicoliti

Depilazione con crema:

Le sostanze chimiche presenti in una crema depilatoria possono irritare la pelle causando bruciore, arrossamento, infiammazione, disidratazione e rash cutanei, soprattutto se la crema viene lasciata in posa troppo a lungo. L’odore della crema stessa potrebbe anche essere sgradevole nel caso in cui la persona in terapia stesse sperimentando particolari sensazioni quali la nausea. Spesso ultimate le terapie alcune donne vengono sottoposte a terapia ormonale e vengono indotte a menopausa per la quale possono sperimentare un’indesiderata peluria sul volto. Di solito il fenomeno si manifesta un mese circa dopo l’ultima seduta di chemioterapia; esso può risolversi in modo spontaneo altre volte di contro è proprio necessario un cauto intervento esterno.

Terapia Biologica

Una particolare classe di farmaci biologici quali: Cetuximab (Erbitux), Erlotinib (Tarceva), Gefitinib (Iressa) e Panitumumab (Vectibix) potrebbe causare la perdita di capelli e indurre un ipertricosi nell’area del volto e delle sopracciglia. Il farmaco Vandetanib (Caprelsa) invece può causare sia la perdita di capelli che una riduzione di peli nelle arre di gambe e braccia favorendo l’aumento di ciglia, sopracciglia e peluria sul volto. I suddetti effetti collaterali si manifestano di solito con lentezza. Il trattamento di depilazione anche in questo caso deve osservare alcune limitazioni e tenere conto del fatto che talvolta la somministrazione del farmaco biologico possa avvenire in combinazione con la chemioterapia, aumentando di conseguenza i possibili effetti collaterali e i rischi correlati.

Epilazione con cera:

il trattamento potrebbe essere irritante e favorire insorgere di infezioni

Epilazione con la pinzetta:

è relativamente sicura a patto che la pinzetta sia correttamente sterilizzata e il trattamento sia eseguito con la massima attenzione, avendo cura di estrarre solo il pelo senza pizzicare inavvertitamente la cute circostante.

Depilazione con rasoio:

potrebbe generare infezioni indesiderate, sarebbe utile preferire il rasoio elettrico.

Terapia Ormonale

La cute durante la terapia ormonale può presentare disidratazione, perdita di tono e di elasticità e favorire un graduale e inestetico aumento di peluria su tutto il viso, ipertricosi. I farmaci somministrati a tale scopo non interferiscono con le diverse tecniche di depilazione ma in alcuni casi vengono assunti in combinazione con il chemioterapico, pertanto è utile porre la giusta attenzione anche in questo caso.

Epilazione con cera:

sarà cura dell’estetista valutare se la cute sia in grado di tollerare il trauma dello strappo. I Prodotti per la depilazione potrebbero irritare la pelle in generale.

Radioterapia

La radioterapia potrebbe causare la perdita di peli o capelli solo ed esclusivamente nell’area interessata dalla terapia stessa, con un effetto circoscritto e localizzato. La perdita di peli o capelli potrebbe comunque essere permanente o temporanea a seconda della quantità di radiazioni ricevute e se associata ad altre cure complementari come la chemioterapia. Solitamente quando la perdita dei capelli è temporanea, i peli o capelli ricrescono entro tre-sei mesi dopo l’ultima seduta di radioterapia.

Depilazione con Cera:

l’area della pelle che ha ricevuto radioterapia può essere particolarmente fragile e sottile. E’ altresì utile valutare la presenza di neuropatia, che potrebbe manifestarsi con sintomi quali la perdita di sensibilità. Si sconsiglia di trattare l’area irradiata.

Epilazione con pinzetta:

il metodo è relativamente sicuro. E’ sempre importante porre la massima attenzione all’igiene della pinzetta stessa che dovrà essere sterilizzata e alla corretta modalità dello strappo che dovrà interessare il singolo pelo e mai la cute circostante.

Depilazione con rasoio:

potrebbe generare infezioni indesiderate, sarebbe utile preferire il rasoio elettrico.

Depilazione con crema:

potrebbe generare infezioni indesiderate, sarebbe utile preferire il rasoio elettrico.

Terapia Target

Alcuni farmaci come il Vemurafenib (Zelboraf) e Dabrafenib (Tafinlar) utilizzati per trattare il melanoma metastatico possono essere causa di follicolite come in alcuni casi l’assunzione di cortiocosteroidei.

Neoformazioni cutanee

I nei e le neoformazioni cutanee sospette non devono essere mai sollecitati da trattamenti di depilazione, così come eventuali escoriazioni o lesioni. Le estetiste lavorando costantemente sull’organo cute hanno la possibilità di individuare neoformazioni sospette consigliando le proprie clienti a visite di approfondimento presso il dermatologo. Cogliamo l’occasione per rammentare l’importanza di una visita dermatologica specialistica da eseguire a scopo preventivo una volta l’anno.

Dopo il trattamento di depilazione

A seguito del trattamento di depilazione/epilazione è sempre indicato lenire e proteggere l’area trattata con l’ausilio di una crema emolliente e calmante a base di vitamine E, aloe e/o ossido di zinco al fine di ricostituire la barriera protettiva. In caso di esposizione solare si raccomanda sempre di proteggere l’area trattata con un buon fattore di protezione non inferiore a SPF30. La cute delle persone in cura per una patologia oncologica spesso è fotosensibile a causa dell’assunzione dei farmaci antitumorali.

Dopo le terapie

I trattamenti di depilazione possono riprendere con regolarità alla fine delle terapie, quando la cute si è perfettamente rigenerata ed è tornata alla sua “Nuova normalità”. Ciò nonostante la pelle di ogni persona andrà esaminata singolarmente, per qualcuno si potrà tornare alla routine dopo sei/otto settimane dalla fine delle terapie in altri casi bisognerà attendere fino a sei mesi. In altri casi ancora bisognerà valutare le indicazioni al trattamento per tutta la vita esaminando l’integrità della cute che potrebbe essere compromessa a causa dell’assunzione di particolari farmaci e i conseguenti effetti collaterali.

Angela Noviello ha redatto questo articolo con il contributo
di Morag Currin, Fondatrice di OTI.

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